Il progetto “Diagnostica per immagini e test di laboratorio per preservare la Capra Teramana”, coordinato dall’Università degli Studi di Teramo Spoke 3 di Vitality, sta segnando un punto di svolta per la sopravvivenza di una razza storica degli Appennini, oggi purtroppo a rischio estinzione.

Non si tratta solo di studio accademico, ma di un intervento concreto e vitale per invertire la rotta e riportare questa specie a popolare le nostre terre.

Il problema: una razza in via d’estinzione

La capra Teramana è una razza locale perfettamente adattata ai pascoli scoscesi e cespugliosi tipici della Provincia di Teramo, con attitudine prevalente per la produzione di latte (che, si aggira sui 250-400 kg di latte per lattazione). Ad oggi, a causa della progressiva riduzione di capi su territorio, la razza si trova a rischio di estinzione, rendendo quindi necessaria l’attuazione di un intervento mirato volto ad aumentare il numero di capi sul territorio.

Perché una razza locale rischia di scomparire? Spesso la causa risiede nella difficoltà di gestione delle nascite e nella riduzione dei capi sul territorio. Il progetto del Dipartimento di Medicina Veterinaria di Unite nasce quindi con l’obiettivo di implementare il numero di nascite attraverso:

  • Sincronizzazione e monitoraggio costante delle gestazioni: Utilizzo della diagnostica per immagini per individuare precocemente rischi di aborti o distocie.
  • Analisi del latte: Test di laboratorio per valutare la qualità del prodotto individuando eventuali fattori di ridotta salubrità da correlare con eventuali problematiche gestazionali o legate al parto.
I primi traguardi

Il percorso intrapreso presso il Fondo Rustico di Chiareto ha permesso di testare sul campo l’efficacia del metodo proposto, portando a risultati estremamente incoraggianti che segnano una svolta per la sopravvivenza della razza. L’attività si è articolata attraverso due cicli fondamentali di sincronizzazione e monitoraggio, rispettivamente tra gli anni 2023 e 2025, che hanno permesso di seguire da vicino un nucleo di 14 capi.

  • Il primo ciclo di interventi ha portato alla nascita di sette capretti vivi e vitali. Durante tutto lo sviluppo dei feti, il monitoraggio costante ha permesso di escludere complicazioni o fattori di rischio.
  • Il secondo ciclo operativo ha interessato invece otto gestazioni (incluse due gemellari).
Un valore che rigenera il territorio: perché la Capra Teramana è preziosa

Preservare e incrementare il numero di questi animali sul territorio ci permetterebbe di raggiungere tre obiettivi fondamentali:

  • Salvaguardare un’importante varietà locale, proteggendo un patrimonio genetico che rischiava di scomparire.
  • Ottimizzare la produzione di latte anche in quelle aree marginali e montane difficili da sfruttare con altri tipi di allevamento.
  • Favorire la produzione e il commercio di prodotti locali a KM 0, una scelta che si rivela fondamentale per sostenere l’economia dei piccoli allevatori.

In definitiva, investire sulla salvaguardia di questa razza significa puntare su un modello di sviluppo che rispetta l’ambiente e valorizza le risorse autentiche dell’Abruzzo.

In un mondo che corre verso l’omologazione, proteggere la biodiversità è una strategia lungimirante per un’economia più verde e vicina al territorio, capace di trasformare la tutela delle nostre radici nella risorsa più preziosa per le generazioni di domani.

Immagini fornite dallo Spoke 3 Unite

Foto 1. nucleo di capi stabulati presso il Fondo Rustico di Chiareto dell’Università degli Studi di Teramo.

Foto 2. esempio di misurazione del battito cardiaco di un feto per valutarne la vitalità.

Foto 3. esempio di misurazione del diametro massimo del feto per valutazione della normale morfologia.

Foto 4. esempio di misurazione del flusso del cordone ombelicale per valutarne la normale perfusione.