Il tema delle materie prime critiche (CRM) è ormai centrale nel percorso di transizione ecologica, energetica e digitale e, in questo scenario, l’Università degli Studi dell’Aquila si conferma un polo di eccellenza internazionale. Il Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione ed Economia (DIIIE) è risultato vincitore di cinque progetti nazionali ed europei dedicati al recupero di risorse ad alto valore tecnologico. Tra questi, vi è il progetto Batman (Battery Treatment and Management), dedicato al tema del recupero di batterie litio ed alcaline a fine vita, che si è classificato al primo posto nella graduatoria del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Il primato di BATMAN: un Hub strategico a Pollutri

Il progetto BATMAN, guidato da Haiki+ e Cobat Ecofactory in collaborazione con l’Università dell’Aquila e Smart Waste Engineering e che nasce come fall-out del progetto Vitality, beneficerà di un finanziamento pubblico di 1,2 milioni, a fronte di un investimento complessivo di 1,94 milioni di euro.

L’obiettivo è ambizioso: realizzare presso l’impianto “Cobat Ecofactory” di Haiki+ a Pollutri (CH) il primo hub industriale italiano per il riciclo delle batterie al litio e alcaline e recuperare materie prime critiche e strategiche – come litio, cobalto, nichel, manganese, rame, alluminio e grafite – indispensabili per la transizione energetica e digitale.

Il legame con Vitality: una genesi d’eccellenza

Un elemento chiave del successo di BATMAN risiede nella sua origine: il progetto nasce infatti come “fall-out” diretto del progetto Vitality. Quest’ultimo ha rappresentato un vero e proprio booster per l’intera iniziativa, accelerandone lo sviluppo e fornendo un supporto operativo fondamentale. Il progetto Vitality non ha solo tracciato la strada tecnologica, ma ha messo a disposizione risorse dedicate e competenze specifiche che hanno permesso a BATMAN di raggiungere importanti risultati.

La sfida

Il progetto “BATMAN” nasce per rispondere alla crescita esponenziale dei rifiuti da batterie al litio e alcaline. In Italia, si stima che l’immesso a consumo di batterie al litio crescerà di oltre il 50% nei prossimi cinque anni. Tuttavia, al momento, il Paese soffre di una carenza di impianti capaci di rispondere all’esigenza della gestione di tali volumi. Il progetto Batman nasce per colmare questo divario, portando l’Italia al centro della sfida globale per il riciclo delle batterie esauste.

Un impatto concreto

Il sito di Pollutri rappresenta un’infrastruttura unica nel suo genere: innovativa e progettata con criteri di alta sostenibilità ambientale e dedicata al trattamento e al recupero di batterie a fine vita al litio ed alcaline.

Dal punto di vista industriale, il nuovo hub di Pollutri sarà in grado di gestire annualmente fino a 4.000 tonnellate di batterie al litio e 3.000 tonnellate di batterie alcaline. Sul fronte ambientale si prevede: un abbattimento del 95% del consumo idrico; una riduzione del 30% delle emissioni di CO2; una riduzione del 50% dei consumi energetici e un abbattimento dei costi di smaltimento reflui fino al 90%.

Sul fronte economico e occupazionale, l’iniziativa prevede la creazione di almeno 20 nuovi posti di lavoro entro i prossimi cinque anni, oltre alla registrazione di due brevetti e la replicabilità della tecnologia in almeno due impianti europei.

Tecnologia e Ricerca: l’asse con l’Università dell’Aquila
L’asse strategico con il mondo della ricerca è il vero motore del progetto. COBAT Ecofactory coordinerà le attività e guiderà lo sviluppo dei processi industriali. L’Università degli Studi dell’Aquila realizzerà una linea pilota presso la propria sede e si occuperà delle attività di trasferimento tecnologico e di ricerca industriale relativa ai processi idro-metallurgici. Parallelamente Smart Waste Engineering, ex spin-off della stessa università, supporterà l’ingegnerizzazione degli impianti idro-metallurgici e la loro replicabilità in altri impianti europei.

È il compimento del percorso iniziato con l’ecosistema Vitality, che dimostra come la collaborazione tra industria e università possa generare soluzioni concrete per le esigenze di filiere chiave come l’automotive e la mobilità elettrica.